IO MI DISSOCIO DALL’INCIVILTA’

Allora, qualcuno mi ha detto che era ora di aggiornare il blog, ma oggi mi ero già svegliata con l’idea di scrivere qualcosa, e son sicura che qualcuno non gradirà, ma il bello del web è proprio la libertà di parola, e una cosa di cui mi son resa conto ieri è che il bello degli amici veri sta nel fatto che anche se si discute di un argomento e le opinioni sono divergenti, non si corre il rischio di litigare o di prendersi a parolacce o peggio ancora…Perché ci si rende conto che le discussioni politiche sono esterne ai nostri rapporti, e che tra noi non cambiano niente.

A CAGLIARI: STORIE DI "ORDINARIA" FOLLIA

 

 

Ho letto almeno 10 articoli diversi sull’argomento e visitato almeno 6 siti web a proposito, non hanno fatto altro che inasprire la mia indignazione per tutto quello che è successo..Ma la cosa peggiore è stata scoprire che dietro tutto questo casino ci sono i militanti di destra, capeggiati da AN, sempre pronti a scendere in campo se c’è da andare contro Soru e la sinistra, e gli impavidi Ultras del Cagliari, quei scellerati di tifosi esaltati che odiano il Napoli per qualche stupida ragione calcistica… E volete sapere chi c’è andato di mezzo anche stavolta? niente di nuovo:
– un fotografo dell’Unione Sarda, malmenato e derubato!
– una ragazza ferita alla testa da un pietrone scagliato sul tettuccio della sua automobile!
– un telecine-operatore della Rai aggredito!
– e ovviamente la Piazza della Basilica di Bonaria, sulla quale sono piovute bombe carta e sassaiole, hanno appiccato fuochi e scatenato risse.
Tutto questo fa veramente schifo! Ogni volta che vedevo in TV scontri in città di Italia, mi credevo tranquilla, convinta di vivere in un luogo civile, sicura della benevolenza della mia gente.
E invece mi sono appena resa conto che l’inciviltà, la crudeltà e l’ignoranza sono arrivate anche nella mia isola. Se la gente ascoltasse il TG e leggesse i giornali, invece di scattare in piazza appena sentita la notizia, tutto questo non succederebbe.
Va bene la manifestazione davanti alla casa di Soru, per le strade, o ovunque la si voglia fare, perchè a ognuno è permesso dimostrare il proprio dissenso, niente da dire su questo. Il popolo si fa sentire. Ma la voce del popolo viene soppressa quando scendono in campo bastoni, bombe e chi più ne ha più ne metta, e giustamente arriva la polizia per impedire i disastri, anche se di solito peggiorano loro la situazione, era una mossa prevedibile dello stato.

L’Unione Sarda descrive così l’inizio dello scontro e le successive fasi:

"LA BATTAGLIA. I problemi iniziano verso le 23,20, quando un gruppetto corre addosso a un piccolo presidio di manifestanti di Rifondazione comunista. Hanno uno striscione: "La vera aliga è l’egoismo". Se lo vedono strappare dalle mani e bruciare sul sagrato. Il rapimento del vessillo, i cori sulle note di Guantanamera , gli slogan anti-napoletani, i volti coperti dai fazzoletti: tutto ha un forte sapore ultrà. La conferma arriva da quanto rende noto il prefetto Salvatore Gullotta nel cuore della notte: a tentare l’assalto alla residenza privata del governatore sarebbero stati in particolare alcuni gruppi di Sconvolts, che fanno parte degli ultras del Cagliari. E da quel momento, per tre ore, la piazza della chiesa sarà sempre più simile a una curva da stadio in ebollizione.
CALMA APPARENTE. Verso l’una la situazione sulla piazza della chiesa è di una calma ambigua. Quando i disordini sembrano essersi calmati, possono arrivare lanci di sassi, e il cozzo della lamiera della automobili che si piega sotto l’urto delle pietre fa impressione. È inevitabile immaginare gli effetti se un lancio dovesse centrare un cranio anziché un cofano. La brezza che sembra liberare l’aria a tratti può ributtarti addosso zaffate di gas, il manifestante che hai accanto – volto coperto e cappellino da baseball tirato sugli occhi – all’improvviso scatta in una corsa furente e solo quando lo vedi tornare con un altro manifestante tenuto ben stretto capisci che è un poliziotto in borghese. Un agente in divisa parla con un ragazzo che gli dice, comprensivo, di capire che anche loro sono padri di famiglia, ma la tremenda detonazione di una bomba carta li interrompe. Poliziotti e manifestanti vanno avanti in una strana guerra di posizione, ora conquistando la scalinata e ora dispendendosi lungo i lati della basilica, ma nel frattempo la rivolta è scesa più giù, in viale Diaz. Ci sono cassonetti in fiamme trascinati in mezzo alla strada, un assembramento di spettatori stravolti ed eccitati è davanti all’hotel Mediterraneo. Qui, il gazebo esterno dell’hotel viene devastato, i vetri spaccati. Le automobili fanno lo slalom tra i rifiuti in fiamme: in quei cassonetti brucia il tentativo di far rispettare l’ordine pubblico e far regnare la solidarietà ecologica fra regioni d’Italia. "

L’Unità riporta così:

"Tutto inizia poco prima delle 23 di venerdì quando davanti alla residenza privata del governatore Renato Soru cominciano ad arrivare gruppi di contestatori. Davanti alla villa ci sono già i rappresentanti delle forze dell’ordine allertati dal tam-tam lanciato con sms in cui si invitavano tutti i contrari allo sbarco dei rifiuti campani nell’isola a manifestare alle 23 davanti alla casa di Renato Soru. Il tentativo era, come annunciato nell’sms quello di «lanciare sacchetti di rifiuti nel giardino della villa del presidente».

Un tentativo che alcuni sostenitori del presidente della regione, giunti davanti alla sua residenza privata con bandiere cercano di bloccare facendo un sit in alternativo.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli inquirenti gli scontri sarebbero partiti quando un gruppo di ultras avrebbe cercato di strappare e bruciare le bandiere dei sostenitori del presidente. È questione di attimi e la strada che divide il sagrato della basilica di Bonaria dal parco della villa di Soru si trasforma in una sorta di teatro di battaglia. Polizia e carabinieri, solo una parte inizialmente in tenuta antisommossa, caricano gli aggressori e cercano di disperdere i violenti con i lacrimogeni. Non è che l’inizio della guerriglia cui seguono lanci di pietre, picchetti di lavori pubblici, vasi e piante e persino cartelli stradali divelti poco prima. Durante gli scontri vengono dati a fuoco anche alcuni cassonetti della spazzatura. Dopo una prima pausa gli scontri si spostano di qualche centinaio di metri dove viene devastato anche il gazebo situato davanti al bar dell’hotel Mediterraneo."

Bah, era necessario tutto questo?
In Sardegna arriveranno comunque "una decina di navi. Rispetto alla quota smaltita nell’isola, si tratta di una quantità più che sopportabile. Anche la Sardegna, tra l’altro, esporta 470mila tonnellate di rifiuti tossici: rifiuti smaltiti in altre regioni d’Italia".
E’ vero che la Sardegna non deve essere la discarica dell’Italia, ma è bene sapere che L’invito rivolto da Prodi alle amministrazioni locali è stato accolto anche da Emilia Romagna; Marche; Puglia; Abruzzo; Molise; Calabria; Sicilia; Piemonte; Basilicata e Lazio. Con le restanti regioni continuano le trattative. "Eliminando 100 mila tonnellate di rifiuti oltre a quelli già smaltiti quotidianamente dalla Campania – riferiscono fonti di palazzo Chigi – l’emergenza sarà superata nel giro di poche settimane".
E poi, un invito a riflettere sulla solidarietà, un valore morale presente anche nella Costituzione, senza la quale il mondo non andrebbe avanti…

Fonti:
http://www.unionesarda.it/DettaglioCategorizzato/?contentId=16606
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=16797&sez=HOME_INITALIA
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=72031
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/rifiuti-3/nave-cagliari/nave-cagliari.html
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/rifiuti-3/bonini-ultra-cagliari/bonini-ultra-cagliari.html

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