#1

Lei aveva bisogno di un cuore nuovo.

Lesse da qualche parte, o così le parve, forse era suggestione, lesse la parola “corazón”, che le ricordò quella poesia di Lorca, Corazón nuevo, e i suoi due versi preferiti, quelli che secondo lei erano il centro del componimento:

“Gris pergamino dolorido
de lo que quise y ya no quiero”

Andava oltre la traduzione del curatore della sua vecchia edizione, non era d’accordo con la sua interpretazione, non si fidava mai di quelle di altri, seppur rispettabili, interpreti di poesie.
Pensava che lei stessa si sarebbe offesa se un tizio qualsiasi, magari un esperto linguista, avesse tradotto univocamente una sua poesia. Ed è per questo che avrebbe preferito trovare parole più vaghe, che lasciassero spazio a molteplici interpretazioni, per questo non avrebbe mai tradotto il verbo querer con amare, perché significa anche volere, desiderare, pretendere….è una parola decisa, ferma, chi la usa è determinato e testardo, è uno forte, che sà ciò che vuole.
Sì, lei avrebbe tradotto così:

“Grigia pergamena dolorante
di ciò che bramavo e non bramo più”

Sì, era così. Quei versi segnavano una svolta decisiva nell’animo di Federico, il giovane ventenne Federico. Che poi si riferisse a scelte di vita, a una imminente partenza, a una situazione difficile superata, a un amore finito già assimilato, o all’abbandono delle previe tendenze poetiche e alla conseguente adesione a delle nuove…questo non era importante.
Era arrabbiato Federico, lei ne era sicura, voleva disfarsi di quell’involucro, di quella pelle marcia che aveva avvolto il suo cuore per troppo tempo… Quanto tempo? Si chiese lei. Aveva solo 20 anni, come me. Da quanto tempo si sentiva così? Forse da sempre? Come me.
Allora siamo esseri simili io e Federico.

Ma non è un cuore nuovo quello che Federico ora possiede, è solo il suo vecchio cuore liberato dalle numerose ragnatele.
Allora non è difficile – pensò lei – devo liberarlo, devo solo sollevare quella sottile patina grigia e farne poi ciò che preferisco: appenderla al muro tra gli altri ricordi o posarla su un albero affinché “senta quello che un usignolo canta in lode all’aurora, agli albori del nuovo giorno”. Il nuovo giorno senza di lei, senza quella pesantezza nel cuore. E anche io potrò udirlo, dopo tanto tempo…quanto tempo? A quanto ne so, da tutta la vita. Potrò sentire di nuovo, potrò sentire tutto.

Aveva bisogno di rinnovare il suo cuore, di non sentirsi più scheletri nell’anima e stelle imprigionate nei suoi occhi.
Si alzò, prese la chitarra, si sedette in terrazzo e iniziò a intonare…

“Show your dress of glitter fire
tear the dark apart,
for you won’t ever shine in vain
and light and spread and shout
until your eyes replace the rain…”

————————

Corazón nuevo

Federico García Lorca
Mi corazón, como una sierpe,
se ha desprendido de su piel,
y aquí la miro entre mis dedos
llena de heridas y de miel.

Los pensamiento que anidaron
en tus arrugas, ¿dónde están?
¿Dónde las rosas que aromaron
a Jesucristo y a Satán?

¡Pobre envoltura que ha oprimido
a mi fantástico lucero!
Gris pergamino dolorido
de lo que quise y ya no quiero.

Yo veo en ti fetos de ciencias,
momias de versos y esqueletos
de mis antiguas inocencias
y mis románticos secretos.

¿Te colgaré sobre los muros
de mi museo sentimental,
junto a los gélidos y oscuros
lirios durmientes de mi mal?

¿O te pondré sobre los pinos,
libro doliente de mi amor,
para que sepas de los trinos
que da a la aurora el ruiseñor?

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