Diario di bordo, I

18 Settembre 2012, Città del Messico

Mi ero promessa di tenere degli appunti di viaggio durante questo soggiorno in Messico, per il momento sto tenendo fede alla mia parola. Infatti, nel mio quadernino blu moleskine ultra-thin/ultra-tascabile sto segnando tutte le cose che potrei dimenticare, come significati di parole che non conoscevo, riflessioni scaturite da conversazioni, idee varie. Chiaramente questi appunti estremamente personali ahah.

Sono arrivata da due settimane ormai, e tutti quelli che incontro e a cui spiego il motivo per cui sono qui mi chiedono se mi piace, credo sia una di quelle domande che la gente fa spontaneamente, per cortesia, e si aspetta che tu gli dia una risposta altrettanto cortese del tipo “Si si (…), però sai…”. Io rispondo, invece, che mi piace tutto tantissimo e che vorrei poter restare anche più del periodo stabilito. E qui è dove li sorprendo, vedo che nei loro occhi sorge una domanda: “perché mai una europea dovrebbe voler stare qui?”. Ma non me lo chiedono e vogliono sapere invece se ho avuto problemi col cibo.
Per fortuna non me lo chiedono, perché nemmeno io so spiegarlo bene, forse è solo l’euforia di essere appena arrivata, e la consapevolezza di dover restare solo 3 mesi che mi fa pensare che mi piacerebbe raddoppiare il mio soggiorno.

D’altra parte, penso che non potrei mai vivere in questa città per sempre, nemmeno per solo un anno, innanzitutto perché l’inquinamento mi farebbe odiare uscire di casa; poi perché la vita qui è frenetica, tutti vanno di corsa (come in tutte le grandi città) e ogni giorno mi trascinano in questo flusso facendomi arrivare all’uscita della metro col fiatone; infine perché sento che non sarebbe un posto sicuro dove trascorrere l’esistenza, e per me la serenità è fondamentale.

Come dico spesso, per qualche mese si può fare. Mi sento anche già a casa, in verità, ho familiarizzato in fretta con la metro e i mezzi di trasporto su 4 ruote, so come orientarmi e come raggiungere i posti che mi interessano, la mia casetta mi piace ed è come se fossi sempre stata qui, il lavoro nella redazione della rivista mi sta piacendo e spero mi possa servire in futuro, perché sto imparando un sacco di cose che sarebbe un peccato restassero in disparte.

L’unica cosa in sospeso è la mia tesi, parlando con altri studenti di linguistica mi sto facendo un’idea un po’ più precisa di cosa vorrei trattare, ma finché non avrò quella maledetta scheda che mi identifica come studentessa non posso accedere ai servizi bibliotecari. Al momento devo cercare di approfittare del fatto che lavoro in una rivista di linguistica e portare a casa tutti i libri che trovo in redazione e articoli su cui focalizzare l’attenzione.

Spero che il prossimo post non tardi ad essere pubblicato, non sono molto costante in queste cose, è anche da tanto che non scrivo testi o qualche breve racconto. Credo di avere ancora la mente un po’ chiusa alle influenze esterne, è un altro punto su cui lavorare eheh.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...