Il sortilegio del tempo

Il male della nostra epoca, quello che più affligge la nostra anima, è il sortilegio del tempo. Ne siamo tutti colpiti, prima o poi, ed è la malattia che sento oggi. Ci sono dei giorni in cui non la avverto per niente, come quando mi dimentico del dolore alla schiena per la scoliosi. Ma oggi, inspiegabilmente, è tornato a bussare, a distrarmi dai miei impegni, a opprimermi, a prendersi la mia giornata.

Non siamo forse tutti vittime dell’espressione: “Ah se avessi tempo, anche io lo farei”? Quante volte l’abbiamo sentita dire, e quante volte l’abbiamo pronunciata noi stessi? Esprimendo pura insoddisfazione dinanzi alle nostre scarse capacità di gestire la nostra vita e il nostro tempo, in confronto ai nostri amici e conoscenti. Non credo che loro abbiano dei super-poteri, né che le loro giornate siano di 36 invece che di 24 ore. Semplicemente, penso che siano più determinati nel dedicarsi alle attività a loro care e che certamente costa fatica mantenere.

Time lords watch
Time lords watch

A volte ci sembra di non avere proprio il tempo materiale per fare quello che vorremmo, ma la verità, secondo me, è che non siamo abbastanza motivati. Io, ad esempio, ho iniziato e mai portato a termine tante attività e hobby, e la ragione per aver lasciato perdere è sempre davanti a me: pigrizia, poco entusiasmo, gerarchia delle priorità. Ed è così che sono finita a  non disegnare più, a non scrivere più, a non cantare più, a non suonare più, a non parlare più con le persone, a non fare più yoga, a non andare più a correre, a non fare più foto, a non andare più in bici, a non ricamare più, a non fare più pratica con photoshop. Chissà quante altre cose ho mollato e non ricordo. Che vita vuota, se mi guardo indietro, ma non è che abbia abbandonato totalmente queste attività, semplicemente dedico loro molto meno tempo di prima, perché le ho rimpiazzate, appunto, con altre priorità.

Ciò che voglio dire è che dobbiamo smettere di essere ipocriti e affermare che non abbiamo tempo, non è vero. La verità è che siamo pessimi a gestire la nostra vita e i nostri impegni, non sappiamo dare la giusta importanza alle cose, e così ammassiamo secondi, minuti, ore, giorni di tempo sprecato, il nostro tempo, a fare cose che non ci servono, che ci fanno diventare lenti e improduttivi e che ci deprimono, spesso. 

Tuttavia, sono anche sicura che tutti abbiamo attraversato quella fase dove diciamo a noi stessi: “Eh, no, però da domani si cambia musica, faccio 1,2 e 3 e lascio perdere 4, basta, mi devo svegliare”. E lo facciamo davvero? Magari qualcuno di noi sì, qualcun’altro per un po’, e un’altra piccola fetta riesce a portare a termine il suo piano.

L’idea che mi sono fatta è che notiamo quanto siamo rimasti fermi quando è quasi troppo tardi, quando stiamo finendo il tempo concessoci, e non parlo della morte, parlo di situazioni che hanno un tempo stabilito, di cui conosciamo la “data di consegna”. Nel momento in cui realizziamo quanto tempo è passato senza che siamo riusciti a fare quello che avevamo programmato non ci prende forse una frenesia assurda? C’è chi reagisce con rassegnazione, la peggior attitudine che si possa avere in questi casi. Ma c’è anche chi ha un improvviso sprint, simile alla spinta finale di una 100 metri. Allora proviamo a sistemare le cose, proviamo a riprendere in mano le cose che avevamo messo da parte, nella speranza che ci abbiano aspettato, che siano ancora lì per essere raccolte e riesumate. 

E’ una questione di attimi, di coincidenze e, a volte, anche di fortuna. Le mie parole non aggiungono nulla di nuovo a quello che è stato detto dai più grandi filosofi, a partire dal prezioso Seneca. Infatti, la cosa più sorprendente è che siamo ben coscienti dei nostri errori, spesso già prima di compierli. Potremmo scrivere una postilla a noi stessi prima di commettere uno sbaglio e al 90% ci azzeccheremmo. Qual è la soluzione, dunque? Io credo che la soluzione risieda nel tempo stesso. Ironico, no? Oh, se è ironica la vita (avrei da raccontarvi giusto qualche recente coincidenza). A meno che non siamo dei tipi recidivi, impareremo proprio perdendo tempo, ma chissà che questa volta non lo perderemo acquisendo un po’ di consapevolezza in più su noi stessi.

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