Quello che non vi hanno mai detto sulle “taglia38”

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Un po’ di tempo fa, durante una prova di speaking per la preparazione di un esame, la docente mi chiese di parlare del mio rapporto con il cibo. Lei, di certo, si aspettava di sentire le mie abitudini alimentari, ma ci aveva insegnato a parlare a ruota libera e a essere spontanei, facendo attenzione a creare un discorso coerente e strutturato. Così, iniziai premettendo che il mio rapporto col cibo è sempre stato problematico, che a causa delle intolleranze alimentari scoperte a 5 anni non potevo permettermi di mangiare tutto ciò che avrei voluto e che forse questo incideva sulla mia già esile forma fisica. Le ho detto che ho provato tante volte a mettere su qualche kg, ma sempre con risultati scarsi o temporanei, e che, inoltre, mi era spesso difficile decidere cosa cucinare e mangiare. Le ho poi rivelato che tutto questo era frustrante perché se solo fossi stata meno magra avrei potuto avere il privilegio di indossare abiti che mi calzassero alla perfezione, come fanno tutte.
La docente, forse mossa da solidarietà femminile, mi rispose che, a parer suo, tutto ciò non avrebbe dovuto costituire un disagio e mi rivolse un’ultima domanda su ciò che secondo me si potrebbe fare per assumere una alimentazione sana e sentirci bene.

Ora, io sono magra (a volte mi sembra di vedermi in mezzo a un gruppo di supporto quando lo dico a voce alta), probabilmente sono sottopeso di 2 o 3 kg, ma non credo di essere molto più magra delle ragazze con una simile costituzione. Eppure la cosa sembra sorprendere sempre parenti e conoscenti, a ogni riunione o incontro casuale.
Mi è capitato spesso, soprattutto con il sopraggiungere di temperature miti, di notare persone che mi squadrano con la loro vista a raggi X, a metà tra invidia e disgusto. Tutte le volte avrei voluto scuoterli per le spalle, costringerli a guardare il loro riflesso sui vetri del bus e chiedere loro se per caso abbiano scelto di vivere in quel corpo. Così, per fare conversazione.

Ho una notizia sensazionale per tutti questi inguaribili soggetti: essere magri non è esattamente un paradiso, non vuol dire essere belli, né sexy, né più desiderabili o sicuri di sé. Essere magri è una tortura soprattutto con i saldi, sfido chiunque a trovare una XS o una 38/40 di jeans in mezzo a tutta quella merce avanzata. Sono “skinny” da quasi 27 anni, ho perso e riguadagnato peso negli ultimi 4, e se, come dite,  è davvero una “fortuna” essere come me, allora vorrei proprio capire quello sguardo storto mentre vi passo affianco. Riesco a leggerlo nei vostri occhi: “che anoressica”, “questa dev’essere a dieta da una vita”, “bleah, scheletrica”. E dire che non faccio il minimo sforzo, vorrei proprio dirvelo in faccia che mangio come una mucca, che sfrontata.

Non mi sono mai espressa veramente su questo argomento, perché sarebbe un pippone tremendamente tedioso da buttare addosso a chiunque, ripetutamente, mi apostrofa con saluti del tipo:
“Sempre più magra tu eh”
“Oh ma 2 kiletti in più non ti starebbero male”
“Ma vuoi diventare Miss con questa linea?”
“Ce, ma sei dimagrita ancora?”
“Ge no ti strobba su grassu”
“Che magra! Ma tu fai molto movimento, vero?”
“Ma… mangi?”.

No, non faccio sport. Sì, si può dire che abbia (avuto) una vita frenetica. No, non ho problemi di tiroide. Sì, i miei ormoni sono a posto, così come il mio intestino (mortacci vostra). No, non sono a dieta. Sì, mangio abbastanza. No, sono sempre stata così, dio santissimo!
Queste son solo alcune delle rassicurazioni che devo elargire ogni volta che qualcuno cerca di dare una spiegazione al mio stato fisico, perché, evidentemente, è davvero sorprendentemente inusuale!

Ne parlo apertamente ora, perché la questione non mi tange più. È da un bel po’, ormai, che ho imparato ad accettarmi per come sono, persino ad apprezzarmi, invece di mortificarmi e odiare le parti ossute di me. Tutti i commenti e gli sguardi ricevuti negli anni hanno avuto, forse, lo stesso effetto degli insulti rivolti verso una qualunque ragazzina obesa. Le osservazioni si accumulano, penetrano sempre più nella coscienza e formano una montagna di inadeguatezza che impedisce di uscire dalla condizione in cui ci si trova, perché si pensa costantemente a quello, diventa un obiettivo irraggiungibile e, ovviamente, non fa vivere bene. Le persone possono essere estremamente cattive, ma noi possiamo essere ancora più meschini con noi stessi. Così, quando finalmente la smetteremo di sentirci orrendi e sbagliati, avrà inizio una delle fasi migliori della nostra vita.

So che sembra un paradosso, ma io mi auguro che le ragazze cessino di desiderare di essere magre e cerchino invece di tenersi in forma in modi genuini. I canali delle nostre tv sono pieni di programmi su ragazze grasse che piangono davanti allo specchio, agognando quella linea perfetta di modelli stereotipati. Devo essere nata con qualche neurone installato al contrario, perché anche io, quando mi guardavo allo specchio non mi piacevo per nulla: “oddio, guarda le costole in evidenza, le ossa sporgenti del bacino, queste coscette inesistenti, braccia ossute e lunghe, profilo sottile. No, che schifo”. Mentre sognavo un corpo pieno di forme, rotolini, polpacci pieni, guance cicciotte e braccia e spalle più robuste.

Sono arrivata a credere che tutti quei commenti non abbiano fatto altro che farmi odiare di essere magra, portandomi a pensare che fosse sbagliato, che avessi qualche “problema”, perché è impensabile essere così senza impegno e senza colpe. Ci son stati dei periodi in cui pensavo continuamente a come risolvere la mia situazione, a quali esami potevo fare e da che specialista potermi recare, non mi sentivo affatto a posto, né “bella” o accettabile, sentivo che in me c’era qualcosa che non andava. Volevo mettere a tacere tutte quelle voci fuori e dentro della mia testa, perché io non volevo essere così, non ero come avrei voluto.

In realtà non so dire quando sia successo o cosa abbia scatenato il mio cambiamento di vedute. Probabilmente mi sono guardata più profondamente di quanto non avessi mai fatto prima e quell’immagine davanti allo specchio è diventata progressivamente una figura piacevole. Nel momento in cui ho smesso di badare troppo alla mia alimentazione ho iniziato a sentirmi decisamente meglio. D’un tratto trovare dei vestiti che mi stessero bene è diventata una missione possibile, spesso la 38 mi si ferma alle cosce e non sale di più.
Sebbene abbia sofferto molto per un problema che non è mai esistito davvero, ho trovato il modo di mettere in muto le persone ogni qualvolta tentino di prendere quel discorso, non sanno che si stanno addentrando in un’area dove le trappole son state messe da loro stessi, io oramai conosco quel sentiero e so bene come evitarle e lasciare che acchiappino le loro gambe.

Noi potremmo pure essere consapevoli di stare bene così come siamo, ma credo che molti non capiranno mai che ci sono tantissimi argomenti di conversazione oltre all’irrefrenabile constatazione dell’aspetto di chi si ha di fronte. Ci sono infinite forme più gradite di rivolgersi a una persona, soprattutto quando non sappiamo come potrebbe reagire a certe nostre esternazioni. Ma sperare in un atteggiamento del genere equivarrebbe a fantasticare su uno storico quanto inverosimile upgrade dell’umanità, e francamente mi rifiuto di crederci.

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